Agrodolce

Il chicco di un cereale integrale racchiude tutte le sostanze utili per il nutrimento, per la sua digestione e la sua assimilazione; dunque non affatica l’organismo, non lascia scorie, non fa ingrassare ed aiuta l’eliminazione di prodotti di rifiuto accumulati nei vari depositi del corpo (fegato, reni, intestino…) curandoli allo stesso tempo.

Nell’alimentazione sana i cereali integrali vanno consumati tutti i giorni e dovrebbero essere tra il 40% ed il 60% del totale del cibo ingerito. Visto che il chicco va mangiato interno è bene assicurarsi che sia stato coltivato senza l’aggiunta di prodotti chimici od antiparassitari.

Ci sono vari tipi di cereali ed ognuno, a sua volta, si presenta sotto diverse forme: generalmente il riso, il faricello, il frumento (grano sgusciato), il grano saraceno, il miglio, l’orzo decorticato, il bulgur, il cuscus non hanno bisogno di essere messi a bagno e, a seconda del cereale, si cuociono in un tempo che varia da 20 minuti ad 1 ora, utilizzando acqua che corrisponde a circa 2 volte il volume del cereale stesso.cereali_1

Invece il grano tenero, il grano duro, il farro, l’avena, l’orzo integrale, il kamut e la segale devono essere messi a bagno per almeno 12 ore e richiedono poi da 1 ora a 2 ore di cottura (ovviamente in pentola a pressione il tempo è inferiore), con acqua uguale a 2-3 volte il volume del cereale scelto.

Se usate acqua minerale o depurata con filtri anche per le cotture dovrà ridurre la quantità indicata in ricetta. Esempio: se per il riso semintegrale è indicata 1 tazza di riso e 2 tazze d’acqua, dovrete invece dosare 1 tazza di riso ed 1 tazza 1/2 di acqua.

I fiocchi generalmente non sono precotti (eccetto l’avena) e richiedono da 8 a 10 minuti di cottura.
Ottimi per la colazione, sia cotti con il sale che con la frutta, possono essere serviti anche come dessert.

Le farine integrali invece si usano per creme di cereali, in aggiunta ai minestroni, per preparare salse, dolci, pane e pasta. Va però detto che durante la macinatura dei chicchi si produce ossidazione per contatto con la luce e con l’aria e quindi la farina che ne risulterà avrà perso molte delle sue sostanze nutritive.

Tratto da “Il cucchiaio di legno” di Dominique Rosel