radice_curcumaLA CURCUMA
E’ una pianta erbacea perenne, dotata di rizoma e coltivata prevalentemente in climi tropicali. Il nome deriva dalla parola persiana-indiana “Kour Koum“, che significa zafferano; difatti essa viene anche chiamata lo Zafferano delle Indie. In India è conosciuta come medicina, spezia e anche come colorante da più di 5000 anni.
Bollendo il rizoma di questa pianta per molte ore, e facendolo poi seccare in forno, si può macinare fino ad ottenere la polvere fine che tutti conosciamo.
La curcuma ha un sapore molto delicato e si adatta ad essere usata per insaporire numerosi piatti come: zuppe di verdure, risotti o addirittura frullati. Ha proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e antiossidanti e contiene sali minerali quali il ferro e il potassio.
Può essere usata in caso di tosse, mischiandola con un cucchiaio di miele e un pizzico di zenzero, o come tisana in caso di raffreddore con la seguente ricetta: mezzo litro di acqua, 2 cucchiaini di curcuma, 1 cucchiaino di miele, il succo di una fettina di limone e un pizzico di pepe nero.

Ma guardiamo nello specifico due delle sue proprietà benefiche:

Digestiva
Oggi l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconosce ufficialmente che la curcuma esercita un’efficace azione su determinati disturbi digestivi. Da secoli nella medicina ayurvedica questa spezia è nota per le sue proprietà digestive, giacchè aiuta in caso di dispepsia (problemi di digestione) e accumulo di tossine. Il sapore lievemente tisana_curcumapiccante della curcuma stimolerebbe l’appetito e favorirebbe la digestione aumentando la secrezione gastrica.
Nella tradizione indiana la spezia è in grado di attenuare infiammazioni dell’apparato digerente, colite, dispepsia, gastrite, diarrea, flatulenze, gonfiori e nausea. Avrebbe inoltre il potere di accrescere la secrezione degli enzimi pancreatici. La curcuma svolgerebbe un’azione protettiva sulle mucose gastriche (sarebbe in grado di aumentare la quantità di mucina prodotta dalle mucose), esercitando così un effetto antiulceroso.
Gli esperimenti condotti sull’uomo mostrano che un’assunzione abbonante (all’incirca tre grammi) e quotidiana di curcuma per tre mesi permetterebbe di ridurre in maniera decisa le ulcere gastriche. Pare tuttavia che dosi troppo elevate ne favoriscono la formazione. Occorre pertanto condurre ulteriori studi per stabilire le dosi ideali nel trattamento dell’ulcera.
Uno studio in doppio cieco svolto in Thailandia e pubblicato nel 1989 ha dimostrato l’efficacia della curcuma contro la dispepsia. Sono stati inclusi nello studio centosedici pazienti adulti. Ciascun paziente ha ricevuto due capsule quattro volte al giorno per sette giorni. Queste capsule contenevano un farmaco a base di curcuma oppure un placebo. Il cinquantatrè per cento dei pazienti che hanno ricevuto il placebo ha risposto al trattamento, contro l’ottanta per cento di quelli che avevano ricevuto la curcuma. La differenza di efficacia tra placebo e farmaco attivo si è dimostrata statisticamente significativa e clinicamente importante.

curcuma-e-mieleAntinfiammatoria
La curcuma possiede un effetto antinfiammatorio molto efficace, che la medicina ayurvedica conosce da millenni. Non esistono controindicazioni per l’apparato digerente ( non si consta irritazione a livello gastrico o intestinale), contrariamente a numerosi antinfiammatori classici. La curcuma esercita un’azione valida quanto quella dei corticosteroidi, senza i tipici effetti collaterali.
Come antinfiammatorio, il campo d’applicazione è vastissimo. La curcuma si utilizza per lenire le infiammazioni a livello articolare, digestivo, respiratorio, intestinale e cutaneo. Numerosi articoli scientifici riportano l’attività antinfiammatoria degli estratti di curcuma. Questa spezia risulterebbe efficace in caso d’infiammazione cronica (per esempio artrite e granuloma) o acuta (infiammazioni edematose, tendiniti).
Alcuni studi hanno dimostrato gli effetti antinfiammatori della curcumina somministrata per via orale (tra i 375 e i 200 mg al giorno) in ambito postoperatorio. Consente inoltre di ridurre i sintomi in caso di artrite reumatoide. L’assunzione di 120mg di curcumina al giorno avrebbe permesso ad alcuni pazienti di lenire i sintomi causati dall’artrite. I sintomi si sono attenuati anche in caso di affezioni oftalmiche, per esempio uveite anteriore e cronica.
I meccanismi in grado di permettere una tale azione antinfiammatoria non sono stati ancora spiegati con chiarezza, quantunque i vari scienziati che lavorano sull’argomento abbiano avanzato delle ipotesi. La curcuma potrebbe inibire un certo numero di funzioni che entrano in gioco nel fenomeno dell’infiammazione.
A presentare proprietà antinfiammatorie è la parte oleosa e volatile (corrispondente all’olio essenziale). Alcuni ricercatori ne paragonano l’azione a quella del cortisone, senza la tossicità di quest’ultimo. E’ infatti importante sottolineare che numerosi studi ribadiscono l’assenza di tossicità della curcuma. Al momento non è stato segnalato nessun effetto collaterale. La curcuma esercita un potere antinfiammatorio anche per uso esterno. Un rimedio della medicina ayurvedica consiste nel miscelare curcuma e succo di limone per alleviare i dolori articolari e muscolari. Un altro noto rimedio associa curcuma e pepe nero. Questa miscela viene applicata sulla parte interessata per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione.

Tratto da: Alessandra Moro Buronzo, Curcuma
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