A proposito di Olio di palma ecco alcuni chiarimenti arrivati dal nostro fornitore Probios s.r.l.

“L’olio di palma viene estratto dai frutti della palma africana principalmente Elaeis guineensis,che dopo il raccolto vengono sterilizzati tramite il vapore, poi snocciolati, cotti, pressati e infine filtrati.

L’olio che se ne ricava è semi-solido a temperatura ambiente e questo lo ha reso un ingrediente ampiamente utilizzato nelle preparazioni alimentari. Da un punto di vista qualitativo risulta avere un contenuto relativamente alto di acidi grassi saturi: intorno al 47% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti, ma può arrivare all’80% nell’olio di palmisto derivato dai semi  e questo è l’aspetto che colpisce alcuni consumatori particolarmente attenti, anche se non considerano nella giusta misura il fatto che l’olio di palma ha anche un livello di preziosi grassi, monoinsaturi e polinsaturi non indifferente e nettamente superiore al burro (ben il 51.5% di grassi protettivi contro il 26.5% di quelli contenuti nel grasso ricavato dal latte!).

Non c’è assolutamente nessuna allerta sanitaria specifica legata al consumo e all’utilizzo dell’olio di palma. L’attenzione è semplicemente di carattere alimentare generale: superare le quantità di riferimento per i grassi saturi, provenienti da qualsiasi tipo di fonte (burro, formaggi, carne, olio di palma, olio di cocco…) non è comunque auspicabile. È il motivo per il quale, da sempre, Probios nella composizione di una nuova ricetta, chiede ai produttori di dare priorità all’utilizzo di olio extra vergine d’oliva o dell’olio di semi di girasole. Non sempre questo risulta però tecnicamente fattibile: ci sono casi in cui, a livello tecnologico, è indispensabile l’impiego di  grassi  semi-solidi a temperatura ambiente, come il burro o l’olio di palma, per  garantire la stabilità nel tempo del prodotto o per non penalizzare aspetti organolettici come la friabilità o il gusto (l’olio di semi di girasole non è completamente insapore e in alcune tipologie di prodotti può presentare una maggior facilità di irrancidimento, soprattutto in primavera ed estate); e poi, per fare un esempio pratico non si può fare una sfoglia con olio di girasole! In questo caso l’indicazione che Probios dà ai produttori è quella di usare la minima quantità possibile di olio di palma.

Nel corso degli anni, è stato ed è continuo l’impegno di Probios a migliorare le ricette; ciò ha portato alla sostituzione dell’olio di palma con altre tipologia di grassi in molte ricette e, nel breve periodo, porterà alla modifica di ulteriori preparazioni.

Oltre che per l’aspetto nutrizionale, l’utilizzo dell’olio di palma viene contestato per l’impatto ambientale che la diffusione delle piantagioni di palme ha sulla deforestazione e i conseguenti danni all’ecosistema.

È vero: la coltivazione massiccia di palme da olio sottrae terreno a foreste dal valore inestimabile, comprese antiche foreste pluviali soprattutto in Costa d’Avorio, l’Uganda e Indonesia, caratterizzate dalla presenza di ecosistemi irripetibili.

Va però ricordato che un impatto devastante sull’ecosistema (di cui la deforestazione è solo uno degli aspetti) deriva anche dalle piantagioni di mais OGM e soia OGM che costituiscono la maggior parte dell’alimentazione delle vacche degli allevamenti convenzionali. Proprio al fine di ridurre il fenomeno della gestione dissennata delle piantagioni di palma e il suo impatto ambientale, nel   2004  è stato creato  l’RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), la “Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile”.

Questa organizzazione nasce con l’intento e l’impegno di rendere la produzione dell’olio di palma più sostenibile durante tutte le fasi dalla coltivazione, approvvigionamento, produzione e distribuzione. È inoltre compito dell’RSPO sviluppare i  criteri per la produzione e l’impiego sostenibili di questo prodotto, cosi che l’impatto ambientale sia sensibilmente attutito e gli standard elaborati in collaborazione con alcune associazioni ambientaliste possano garantire che l’olio di palma  sia prodotto nel rispetto delle persone e con maggior attenzione all’ambiente . Le direttive mirano alla tutela delle specie animali e vegetali minacciate e il rispetto dei diritti territoriali delle comunità indigene.

Si parla quindi di “olio di palma sostenibile”, prodotto secondo una serie di criteri ambientali e sociali definiti dal RSPO dal 2008.

Questi criteri tendono ad assicurare che i diritti fondamentali dei proprietari dei terreni, le comunità locali, i lavoratori delle piantagioni, i piccoli agricoltori e le loro famiglie siano rispettati e pienamente presi in considerazione, che nessuna foresta  o area di alto valore di conservazione sia stata abbattuta per la produzione di olio di palma.

Se correttamente applicati, questi criteri aiutano a minimizzare le conseguenze negative associate ai tradizionali metodi di produzione di olio di palma.

Gli standard ambientali RSPO costituiscono un gran passo in avanti per l’industria alimentare convenzionale.

Per un’azienda biologica com’è Probios va ricordato che i regolamenti europei sulla produzione biologica già prevedono che sia stabilito un sistema di gestione SOSTENIBILE per l’agricoltura, che rispetti i sistemi e i cicli naturali, mantenga e migliori la salute dei suoli, delle acque, delle piante e degli animali e l’equilibrio tra di essi, contribuisca a un alto livello di diversità biologica, assicuri un impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali come l’acqua, il suolo, la materia organica e l’aria. La produzione biologica deve produrre alimenti in grado di rispondere alla domanda dei consumatori di prodotti ottenuti con procedimenti che non danneggino l’ambiente, la salute umana, la salute dei vegetali o la salute e il benessere degli animali, tenendo conto dell’equilibrio ecologico locale o regionale quando si operano le scelte produttive.

La produzione biologica non può compromettere gli equilibri dell’habitat naturale; nessuna deforestazione per far posto a coltivazioni di palma biologica, quindi.

Anche se la certificazione biologica garantisce un livello di sostenibilità superiore a quello dello standard RSPO, Probios ha iniziato da tempo a richiedere ai produttori di utilizzare non solo olio di palma biologico, ma anche la certificazione RSPO, per ribadire il comune impegno e la sensibilità all’argomento.

Non possiamo dire che l’olio di palma sia un olio nobile come quello extravergine d’oliva o come quello di semi di girasole, ma non è un grasso idrogenato, è da coltivazione biologica e quindi ottenuto non solo senza sostanze chimiche di sintesi, ma anche tutelando l’equilibrio ecologico locale.

I clienti più attenti hanno già scoperto che Probios sta adeguando le diciture sulle confezioni dettagliando nella lista ingredienti l’esatta tipologia dell’olio, sostituendo l’indicazione generica (ma sin qui obbligatoria) di “oli vegetali” per poter garantire che tutte le confezioni siano conformi al nuovo regolamento sull’etichettatura che si applicherà da dicembre 2014.”

Ufficio Controllo qualità Probios